Focus Libano: una frontiera aperta nel mediterraneo

“The Rifle, the Jackal, the Wolf and a Boy” di Oualid Mouaness (Libano, 2016, 19′)

In un piccolo villaggio dei monti libanesi due giovani fratelli prendono il fucile ad insaputa dei genitori e si recano nella foreste circostanti per dare la caccia ad uno sciacallo che depreda il loro pollaio. Le conseguenze delle loro azioni saranno ben più gravi di quanto non si aspettassero.

“Nocturne in Black” di Jimmy Keyrouz (Libano, Siria 2016, 23′) 

Film ispirato alla storia vera del “pianista Siriano”. Karim, è un giovane pianista che con la cui musica dà forza ai suoi vicini nei momenti di disperazione. Dopo che il suo pianoforte viene distrutto dai Jihdisti, fa amicizia con un bambino, con il quale si metterà alla ricerca delle parti mancanti per ricostruirlo, e ridare un senso alla sua via.

“Submarine” di Mounia Akl (Libano, 2016, 20’)

L’emergenza rifiuti minaccia la salute dei cittadini libanesi e le piogge acide innescano l’evacuazione dell’intera città. Ma mentre Hala rifiuta di andarsene, non vuole nemmeno essere lasciata sola.

“Soufra” di Thomas Morgan (Usa, Libano, 2017 70′).

Prodotto da Susan Sarandon, il film racconta la storia emozionante e di successo di un gruppo di donne imprenditrici in un campo profughi. Grazie alla loro unione e a un’impresa di catering (Soufra, il nome dell’impresa, significa piatto di delizie ndr), riescono a sanare le ferite della guerra sperimentando il potere unificante del cibo e a riprender in mano il loro futuro.

Alla presenza di:

  • Jonathan Ferramola, direttore Terra di Tutti Film Festival
  • Roberto Ruta, direttore Middle East Now
  • Gianni Toma, responsabile medio-oriente COSPE

 

Serata in collaborazione con Middle East Now