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Svolta autoritaria, violazione dei diritti e conflitti di interesse. La nuova Turchia è sempre più lontana dall’Europa.

Svolta autoritaria, sviluppo economico e grandi opere faraoniche. E’ il racconto della Turchia degli ultimi quello tracciato dal giornalista turco Deniz Yucel in “Ogni luogo è Taksim”. Ne hanno parlato il blogger italo-turco Murat Cinar con il giornalista dell’Ansa Patrizio Nissirio.

La Turchia è entrata in una nuova fase politica, cancellando le speranze di democratizzazione che, nei primi anni 2000, facevano pensare a un suo ingresso nell’Unione Europea. “La Turchia è sempre stata governata da partiti di destra e conservatori – spiega Cinar – e l’attuale partito al governo, Akp, è nato dalle organizzazione studentesche universitarie anticomuniste degli anni ’70”. Queste forze politiche hanno trovato un terreno fertile nel sentimento nazionalista e islamista diffuso nella popolazione.

Il volume di Yucel , oltre a queste considerazioni storiche, spiega gli intrecci tra politica e economia nella Turchia di oggi. Ne è un esempio la costruzione del terzo ponte sul Bosforo, un’opera faraonica da 2 miliardi e mezzo di euro, che aziende private hanno costruito con l’aiuto dello Stato. “Nel contratto è previsto che il ponte sarà costruito da privati, che recupereranno l’investimento tramite i pedaggi. Ma se i pedaggi non bastassero, le aziende potranno ricevere aiuti dallo Stato” dice Cinar. Condizioni molto vantaggiose: non è un caso che il titolare di una di queste aziende sia parlamentare dell’Akp. Inoltre, l’area attorno al nuovo ponte sarà oggetto di una speculazione edilizia a scapito dell’ultima grande foresta rimasta nei dintorni della città di Istanbul. “Ogni luogo è Taksim” è un volume fondamentale, un resoconto giornalistico su un grande Stato nel mezzo di un profondo cambiamento.