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Premio “Mediterraneo di Pace”all’associazione “Tous Migrants” di Briançon. Perchè la solidarietà non è reato!

“Lo rifarei di nuovo” con questa frase è diventato famoso Benoit Ducos, la guida alpina indagata dalla magistratura transalpina per aver soccorso il 17 marzo scorso una famiglia di migranti al confine tra l’Italia e la Francia. Per aver trasportato la donna incinta a bordo della propria auto all’ospedale più vicino, Benoit è stato indagato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

A lui, Anne Moutte e Pierre Mumber, tutti volontari dell’associazione “Tous Migrants” di Briançon, è andato il premio “Mediterraneo di Pace”. Il premio che ad ogni edizione viene assegnato ogni anno a personalità che a livello professionale o personale si sono impegnati in attività di dialogo e solidarietà.

Il premio è stato consegnato questa sera dall’assessore alla cultura del Comune di Prato, Simone Mangani e da Anna Meli, responsabile del Festival per COSPE durante l’inaugurazione di “Mediterraneo Dowtown”, festival organizzato da COSPE onlus, Regione Toscana, Comune di Prato e i partner promotori, Libera, Amnesty International Italia e Legambiente.

“E’ un premio che ci è sembrato folle ricevere – ha detto nel ricevere il Premio Benoit Ducos – in quanto ognuno di noi ritiene che uno dei più elementari doveri sia quello di aiutare a ritrovare un po’ di dignità ed insieme crescere in umanità”. Il signor Ducos nella vita carpentiere e guida alpina, oltre che volontario, ha dunque ribadito che il suo gesto (per il quale rischia cinque anni di carcere e trentamila euro ndr) è qualcosa di assolutamente normale e ha ringraziato gli organizzatori di aver accettato questa proposta di “premio collettivo” che sarà materialmente ritirato da loro tre ma che va a tutti i volontari e tutte le associazioni che lavorano al confine tra Italia e Francia. Sulle montagne tra Bardonecchia e Briançon, dove in molti periodi dell’anno provano a varcare il confine anche 20 persone al giorno. “Sono inesperti, non attrezzati e affrontano più di 10 km nella neve tra le montagne, pur di valicare il confine – ha detto Pierre Mumber, guida di trekking proprio su quei percorsi – Li raccogliamo infreddoliti, in scarpe da ginnastica e poco vestiti”. “Non siamo sul mare mediterraneo, non abbiamo barche e salvagenti, ma sci e racchette – ha concluso Anne Moutte, nella vita insegnante di ginnastica e guida alpina- Ma come i marinai facciamo di tutto perché i migranti non muoiano”.

Informazioni, news, programma, protagonisti e iscrizioni su: www.mediterraneodowntown.it.

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Per info: Ufficio stampa COSPE Pamela Cioni tel. 055 473556 – cell. 338 2540141 pamela.cioni@cospe.org | www.cospe.org