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Yes, We Med. La parola ai giovani.

A Mediterraneo Downtown anche “Yes, We Med”, evento organizzato da Giovanisì e dal suo Tavolo Giovani. Giovanisì è il progetto della regione Toscana per l’autonomia dei giovani, nasceva nel 2011 e ad ora ha avuto oltre 231000 beneficiari: si tratta di un progetto concreto, che fa cose concrete per i giovani; nel suo contesto è stato istituito anche un tavolo di rappresentanza, una tavola rotonda a cui confrontarsi. L’evento è stato pensato come un racconto delle esperienze di giovani che si sono spostati nel Mediterraneo per cercare la propria indipendenza, per costruirsi un futuro migliore.

C’è la storia di Paola Caucci, che grazie al progetto europeo MOBNET,ha potuto fare uno scambio di formazione imprenditoriale in Tunisia e dal 2018 aprirà la sua attività insieme a due altre ragazze italiane cresciute professionalmente con lei nell’esperienza tunisina.

C’è la storia di Ahmed Ghamgui e Antonio Ardiccioni, due ragazzi l’uno turco l’altro italiano che hanno parlato del loro progetto, Gloworking, che si propone di mettere in connessione tra gli ecosistemi delle varie start-up, delle aziende e delle ong delle sponde nord  e sud del Mediterraneo.

Presenti anche i ragazzi del Gruppo Erasmus Siena, ESN Siena GES, rappresentati da  Miriam, spagnola de La Mancha, la città di Don Chisciotte per intendersi, che ci ha raccotato la sua esperienza: arrivata a settembre a Siena, da sola, in pochi mesi è stata capace di costruirsi un mondo, di amici ed esperienze, tanto da essere ritornata al termine della mobilità per lavorarci. Miriam, come tutti i giovani del progetto Erasmus, che recentemente è diventato Plus per sostenere non solo esperienze di studio ma anche di sport e lavoro all’estero, è diventata così una “ambasciatrice della mobilità in Europa”. L’ESN è il network nazionale e internazionale che promuove il progetto Erasmus ed è di solito il primo aiuto per questi giovani, fornito da giovani come loro, che si trovano sbalzati in una realtà totalmente nuova e quasi sempre diversa.

Sofian, ragazzo italiano di origine marocchina, ha raccontato invece come non solo abbia amato questa terra che l’ha accolto sin dalla nascita ma che gli ha instillato l’interesse per la politica, per potere rendere l’Italia un posto sempre migliore. Quindi da giovanissimo ha tentato la strada delle elezioni per entrare a far parte del Parlamento Regionale degli Studenti, e c’è riuscito! Il Parlamento degli studenti vota proposte di legge che, se approvate, vanno all’esame del Consiglio Regionale il quale può farle diventare leggi regionali a tutti gli effetti.

Altro intervento è quello dei ragazzi dell’Università Europea, che ha sede proprio in Toscana. Recentemente è diventata il primo centro di accoglienza straordinario dei rifugiati ed è in questo senso che, ricollegandosi al discorso di Sofian, gli addetti all’accoglienza possono dire di “fare politica in un certo senso. Una politica umana”. Attualmente l’Università ospita 6 rifugiati e fornisce loro insegnamenti di lingua e di cultura italiana. “Ho trovato una vita migliore che mi ha aiutato a dimenticare il dolore che ho avuto prima” ha raccontato il giovane ragazzo del Mali intervenuto. Infine le storie delle tante donne africane aiutate dal fondo delle donne nel Mediterraneo nella riappropriazione dei propri diritti, come quello all’istruzione. Il grande limite, viene lamentato, che impedisce di fare le cose insieme è di focalizzarsi troppo sulle differenze, quando poi basterebbe tener ben saldo lo sguardo sull’obiettivo comune da raggiungere. E’ questo che viene definito intelligenza collettiva

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