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7 maggio 2017

L’arma del graphic news contro i pregiudizi: la storia di Takoua Ben Mohamed

Takoua Ben Mohamed, 26 anni, nata a Douz in Tunisia, all’età di 4 anni si è trasferita in Italia, a Roma. A 14 anni ha iniziato a disegnare fumetti e adesso è una graphic journalist di successo. Si è istruita in scuole italiane, ha conseguito un diploma di cinema d’animazione a Firenze e adesso studia giornalismo a Roma. È diventata famosa per il libro a fumetti “Sotto il velo”, per cui ha ricevuto già molti riconoscimenti letterari. Negli Stati Uniti è ritenuta uno dei volti emergenti d’Italia. Tuttavia, di italiano lei, sulla carta, non ha proprio niente. Ad avere dubbi della sua “italianità” sono l’Italia, che non la riconosce come cittadina, e i molti italiani che, come racconta, alla vista del suo velo la trattano con sospetto.

La striscia di fumetti “Sotto il velo”, racconta proprio di questi episodi di razzismo, della vita di una ragazza che ha liberamente scelto di portare il velo in Italia. Con affare ironico e semplici aneddoti personali, Takoua affronta temi oggi caldi: l’integrazione degli immigrati con l’ancora mancata applicazione dello ius soli e l’eguaglianza di genere.

Leggendo il libro, due sono le riflessioni che vengono in mente: Takoua non è poi così diversa da qualsiasi altra donna che vuole essere (ri)conosciuta per le sue azioni e non per quel che indossa, in questo caso uno hijab; e la storia di Takoua è la prova vivente di come il dibattito politico sia indietro rispetto alla realtà.

L’autrice si dice delusa da una classe politica che non sta al passo con i tempi e che non è stata capace di spiegare una legge, quella dello ius soli, come avrebbe dovuto agli italiani, che adesso hanno paura dell’invasione degli stranieri e del diverso. Dall’altra parte, però, è incoraggiata dalla generazione dei più giovani, quella che la accoglie nelle scuole e nei licei con interesse chiedendole del suo lavoro e della sua storia. Per questo motivo Takoua non si da per vinta: un cambiamento è in corso, e l’accoglienza dei giovani al diverso ne è la prova.

Del resto, ricorda, nessun grande cambiamento avviene velocemente. “Ci vuole tempo a cambiare le cose. La mia storia lo dimostra”, dice Takoua. Effettivamente, perché un cambiamento culturale e positivo avvenga, ci vogliono generazioni. L’Italia ha bisogno di tempo come la Tunisia, che lentamente si sta democratizzando dopo la rivoluzione del 2011 che ha visto cadere il regime di Ben Ali.

Il fumetto come veicolo di informazione per raccontare realtà scomode e temi scottanti è comune in molti paesi del Mediterraneo. Anzi, a volte è l’unico modo per raccontare con immagini ciò che non può essere fotografato o filmato. Il mondo del graphic news è un’arma intelligente di cui COSPE Onlus ha parlato anche nella scorse edizione del Festival Mediterraneo Down Town.

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