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6 maggio 2017

“Appuntamento al prossimo anno”: si chiude con questa promessa la prima edizione di “Mediterraneo Downtown”

Si conclude sotto la pioggia ma anche con tanta soddisfazione la prima edizione di “Mediterraneo Downtown” la tre giorni organizzata da COSPE onlus, Comune di Prato, Regione Toscana, in collaborazione con Libera, Amnesty International e Legambiente sui temi del Mediterraneo.

Tanti gli ospiti e gli spettatori, un’invasione pacifica che ha coinvolto tanti spazi cittadini: Dal Centro di arte contemporanea Luigi Pecci dove si sono svolte le cerimonie di apertura e chiusura e la “Movie med night”, alla struttura della Ex Campolmi, quartier generale del Festival con la libreria Sabir, lo spazio bambini, le sale del Museo del Tessuto e della Biblioteca Lazzerini dove si svolti la maggior parte dei panel e delle presentazioni dei libri. Dal Teatro Cicognini dove si è svolto il concerto dalle sonorità mediorientali “Di Me Di Terra Nostra” di Ginevra di Marco e delle giovani band pratesi e gli spettacoli di Metropopolare e del Liceo Coperinico, fino agli spazi espositivi del Chiesino di San Giovanni e la Galleria Firenzuola dove si sono tenute rispettivamente le mostre “One way only. Senza voltarsi indietro” e “Aquarius”.

Tanti i temi: femminismi e diritti delle donne e dei movimenti LGBTI nel Mediterraneo, relazioni economiche sostenibili, giovani e innovative, migrazioni, islamismo e ambiente.

“La città ha risposto benissimo a questo Festival –ha detto Fabio Laurenzi, direttore del Festival-  grazie alle tante istituzioni culturali che hanno collaborato alla sua buona riuscita. La presenza di pubblico, non solo pratese e anche l’attenzione mediatica di questa prima edizione ha superato le aspettative”.

“Possiamo dire che abbiamo risposto agli obiettivi che ci eravamo posti – ha aggiunto il Sindaco Matteo Biffoni-  offrire una varietà di proposte culturali per prevenire il rischio di cadere nella trappola del pensiero unico. Questo è lo spirito con cui portiamo avanti questo lavoro quotidiano, che guarda anche lontano. Siamo sempre convinti che Mediterraneo Downtown possa e debba diventare un appuntamento fisso della nostra città”.

Anche la Vice presidente e assessore alla cultura e alla cooperazione internazionale della Regione Toscana, Monica Barni, nel chiudere il Festival ha ribadito i concetti che sono stati alla base di Mediterraneo Dowtown: “Sono convinta che la chiave della convivenza sia prima di tutto la conoscenza delle nostre radici culturali. La conoscenza reciproca e il rispetto reciproco. Assistiamo troppo spesso, anche attraverso i media, a delle generalizzazioni pericolose”.

E proprio i media e la libertà di espressione sono stati al centro del Festival sia per quanto riguarda i panel (La rappresentazione mediatica dei salvataggi in mare, Le sfide del giornalismo, Nuvole di libertà, Essere scrittore in Siria con Khaled Khalifa), che per quanto riguarda il premio “Un Mediterraneo di Pace” andato quest’anno al giornalista turco Can Dundar e all’inviata Rai Lucia Goracci.

Un modo del Festival di stare sull’attualità e nei dibattiti in corso – ha conclusi Fabio Laurenzi- che ha avuto, come rovescio della medaglia, anche quello di attirare qualche contestatore di estrema destra che ha pensato di sfruttare la visibilità del Festival ma che ha solo contribuito a ribadire l’importanza di appuntamenti come questi, dove si coniugano fatti e approfondimenti e si tenta di dare una diversa narrazione dei complessi fenomeni che attraversano i nostri paesi e il nostro tempo, come le migrazioni.

L’appuntamento è dunque per il prossimo anno. Sempre a Prato, per una edizione sempre più ricca di contenuti e  iniziative.

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